L’anno scorso Rizzoli Lizard ha pubblicato l’edizione italiana di Attraverso lo specchio di Kyle Baker. Quel libro è stato funestato da una mia strabordante postfazione che occupava un numero di pagine quasi uguale a quello del fumetto che avrebbe dovuto contestualizzare e commentare. In realtà di Kyle Baker parlavo poco, concentrato com’ero sul dittico di Lewis Carroll che è una delle mie ossessioni preferite. Dopo aver visto su carta tutte quelle mie parole sull’Alice, mi sono sentito finalmente libero di poter volgere lo sguardo altrove. Ho preso tutte le mie edizioni carrolliane e le ho inscatolate per portarle altrove (una scatola grande). Ero sereno, convinto di essere sopravvissuto a un esorcismo.
Venerdì scorso mi è arrivato a casa un pacco da bookdepository. Questa mia recente dipendenza da quel sito di ecommerce si manifesta in forme impreviste. Se una cosa mi attrae, apro il browser e la compro senza pensarci: quel sito mi ha trasformato in un acquirente compulsivo. Comunque, ho mi sono seduto e aperto il pacco di cui non ricordavo nulla con curiosità. Dentro, ci ho trovato un’altra Alice. Questa.
Il libro è uscito anche in italiano (nel 1967, stesso anno della pubblicazione inglese) per Milano Libri e avevo visto quella edizione, un po’ di tempo fa, a casa di Felix Petruska. Proprio Felix mi ha parlato di Steadman in toni entusiastici, prima di ricominciare a spendere paroloni sull’incredibile grandezza di John K., il Kricfalusi di Ren & Stmpy (anche Felix è prigioniero di nefaste dipendenze).
Mi è bastata questa prima immagine per ricominciare a pensare ad Alice.
Rivoglio i miei libri a portata di mano.
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