Cartilagine segnala: TeatrOnnivoro – Il Morbo
Published on maggio 20, 2010 by Vacon Sartirani · No Comments
immagine promozionale dello spettacolo
Progetto primogenito della gloriosa Associazione Omonima, e quindi in un certo senso sorella maggiore di Cartilagine, la Compagnia Teatrale
TeatrOnnivoro è una delle realtà creative che ci piace spingere con ogni mezzo. Questa volta la sincronia è – casualmente – quasi perfetta: con un mese di anticipo rispetto al nostro “Bellissime Malattie” ecco che il TeatrOnnivoro debutta con lo spettacolo dal titolo
“Il Morbo”, già selezionato al
Premio Scenario del 2009 e presentato in anteprima all’interno della rassegna
“Ravenna Viso In Aria”.
Lo spettacolo ci porta in un futuro retrò, un futuro immaginato qualche decennio fa, che oggi si direbbe futuribile, insomma un “quasi presente”, in cui, là fuori, impazza il Morbo. Ed è il terrore per il Morbo a dominare totalmente i pensieri e le vite di due diffidenti compagni di isolamento (Matteo Cavezzali - anche co-regista e autore del testo – e il giovane Kingsley Ngadiuba) e si presume della società intera. Un terzo personaggio, un messia o forse un ciarlatano, interpretato da Antonio Maiani, giungerà a portare la speranza nelle loro menti ossessionate e paranoiche… ma per quali scopi, e a quale prezzo? E’ veramente possibile una società senza il Morbo?
Matteo Cavezzali e Kingsley Ngadiuba in una foto di scena
Opera seconda della compagnia, Il Morbo è una cupa parabola della società contemporanea, con molteplici riferimenti stilistici (Poe, l’età dell’oro della fantascienza, il romanzo utopico…) e un tocco di pungente ironia che concorrono a portare avanti, come una macchina ad orologeria, una tesi scomoda e profonda. Proprio come in un buon film di science fiction americana degli anni ’50, la tensione e l’orrore non sono fini a sè stessi, ma sono lo specchio in cui si riversano le paranoiche dinamiche – quelle sì, autenticamente orrorifiche – della società, e l’angoscia che proviamo è l’angoscia che dovremmo provare di fronte allo stato attuale della nostra civiltà. Un ruolo importantissimo giocano gli inediti costumi di Laura Tironi (capace di trasfigurare l’ineffabile realtà del Morbo manipolando la juta all’uncinetto) le scenografie della co-regista Elena Ferri, omaggianti i b-movies nello stile e nella realizzazione, e il visionario disegno luci di David Loom il quale, con un utilizzo minimale dell’illuminazione, riesce a immergerci in un mondo di angoscia e paranoia.
Lo spettacolo debutta domenica 23 maggio ai Magazzini dello Zolfo Almagià di Ravenna, all’interno della rassegna Ravenna Viso In Aria – appuntamento annuale con le numerose realtà teatrali della scena ravennate, universalmente riconosciuta come tra le più valide e feconde d’Italia.
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