
Il proliferare di eventi dedicati all’uso dell’Open nelle P.A. italiane dimostra il crescente interesse di molti enti pubblici nelle comunità. Nel solo mese di Novembre si sono tenuti due convegni patrocinati da PloneGov Italia dedicati a presentare i risultati già conseguiti dalle pubbliche amministrazioni in tema di software Open.
Negli anni ‘70 e ‘80 gli investimenti pubblici erano dedicati all’acquisizione di licenze commerciali e allo sviluppo di software verticale, gestito separatamente da ogni singolo ente. Le varie crisi economiche succedutesi negli anni ‘90 hanno costretto le P.A. a ridurre i budget dedicati all’informatica ed aprirsi al mercato dell’outsourcing. Ma così il personale della P.A. si è ridotto ad essere mero amministratore del sistema informativo pubblico, soccombendo alla perdita del know how.
Dal 2005 la situazione si è invertita, con l’adozione di software Open. Grazie all’Open le amministrazioni locali possono contare nel lavoro offerto da intere comunità di programmatori professionali, e si possono concentrare nelle personalizzazioni del software. Le stesse verticalizzazioni saranno poi riutilizzabili a costo zero da altre pubbliche amministrazioni, con il conseguente risparmio per il contribuente.
E’ il caso del comune di Padova, che ha convertito la propria piattaforma di networking ai sistemi GNU. Se nel 2005 solo il 50% dei server padovani utilizzava Debian Linux, nel 2009 il 95% è coperto da questo sistema.
Anche il software di base utilizzato dal comune patavino è ormai sotto licenza GNU o comunque Open Like: OpenVPN, Postgres, Squid, RAP3 e Gruopware sono solo alcuni esempi. L’aministrazione padovana sta ora investendo in OpenOffice e nella completa sostituzione di Windows con Debian.
Il risparmio è calcolato da Padova in 200.000 euro anno per il software di base, 115.000 euro per le piattaforme (DB, Web server, ecc), e 225.000 per il software di produttività. Più di mezzo milione di tasse risparmiate.
Ma questo risparmio aumenta se si guarda agli accordi per il riutilizzo, stretti da Padova con Regione Veneto, comune di Fano, di Treviso, Lecce, Prato e CILEA. Ormai gli appalti pubblici non riguardano più soltanto la soddisfazione di una singola P.A., ma di interi raggruppamenti.
PloneGov Italia ha collaborato con i comuni di Lucca e di Milano alla costruzione di sistemi per la gestione documentale e per il controllo fiscale. Il tema fiscale è particolarmente strategico. Grazie alla riusabilità propria del paradigma Open, le P.A. italiane si stanno associando per ottenere un sistema unificato di controllo dell’evasione fiscale pur investendoci budget limitati.
Costruito un portale in una amministrazione provinciale, spesso lo stesso viene riutilizzato da P.A. locali più piccole o reinstallato dalle più grandi con il conseguente risparmio nei costi e tempi di sviluppo.
PloneGov ha collaborato anche con la provincia di Ferrara nella produzione di una serie di servizi per il cittadino. In particolare questa provincia ha creato un portale che gestisce l’organizzazione dei documenti per la sez. penale del tribunale di Ferrara. Dal mantenimento di tonnellate di documenti cartacei, si sta passando ad un archivio informatizzato rapidamente consultabile da magistratura ed avvocati, senza modificarne le abitudini dei medesimi nella ricerca e consultazione di infomazioni. Il costo dell’investimento è stato di appena 30.000 euro, un esempio da esportare in tutti i tribunali italiani, strozzati dalle scartoffie.
L’entusiasmo mostrato dei vari responsabili del settore pubblico verso la nuova frontiera Open sta trasformandosi nell’occasione per l’informatica italiana di emergere dall’ombra gettata dalle multinazionali quali Apple, Microsoft ed IBM.
P.A. e Open Software: i primi risultati. é stato pubblicato su ossblog alle 16:00 di martedì 30 novembre 2010.
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