Tra le comunicazioni riservate dei diplomatici USA pubblicate a partire da domenica da Wikileaks (il cosiddetto cablegate), ce n’è anche una dalla quale emerge la disponibilità della Cina ad avallare una riunificazione delle due Coree sotto il controllo di Seul. Una rivelazione importante perché implicherebbe la rinuncia della Cina al forte legame di fratellanza che da decenni la unisce al regime della Corea del Nord.
Oggi, alcuni funzionari del governo cinese, interpellati dal quotidiano britannico The Guardian, hanno confermato che questa è realmente la nuova posizione cinese.
E’ la conferma del cambiamento epocale nella politica estera cinese, maturata negli ultimi dieci anni parallelamente al boom economico del Paese.
La Cina è convinta di poter diventare la prima potenza mondiale utilizzando esclusivamente la dirompente forza della propria economia.
Il grande Stato-azienda cinese, ormai solo nominalmente comunista, ha infatti tutto l’interesse ad una progressiva liberalizzazione mondiale dei commerci ed ha capito che un regime schizofrenico come quello della Corea del Nord è un ostacolo per la stessa Cina nella sua corsa alla leadership economica mondiale.
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